
Un omaggio a uno degli ultimi angoli di natura a Civitavecchia, il cui cupo destino sembra delinearsi giorno dopo giorno...
Da più di quaranta anni Giancarlo Pucilli vive e dipinge circondato dalle bionde colline della campagna romana che si tuffano in un mare blu cobalto. Questo ambiente ha sviluppato in lui un incondizionato amore per la natura, che si ritrova nelle delicate e suggestive atmosfere ricreate nelle sue opere.

Il colore delle emozioni - Il progetto è stato realizzato dal II circolo didattico di Civitavecchia in rete con la Scuola Media Ennio Galice, il Liceo Scientifico e l'Istituto d'arte. Prevedeva l'incontro tra alunni e pittori locali, per favorire la conoscenza dell'arte contemporanea, in generale e di quella del territorio, in particolare. Hanno collaborato gli artisti Maria Grazia Di Pietrantonio, Rosalba Ferilli, Enio La Rosa, Emilio Leoncini, Mara Prezioso, Giancarlo Pucilli, Paolo Serafini, Liana Zanfrisco. I lavori realizzati nell'ambito dei "laboratori del fare" sono stati esposti alla Rocca Mediovale del porto di Civitavecchia. Il percorso del progetto è stato formalizzato con la realizzazione di un catalogo in cui sono presenti le opere dei pittori e le opere degli alunni. Per i "laboratori del conoscere", è stata organizzata una manifestazione conclusiva nel corso della quale si sono esibiti il Coro Bimbi del II circolo di Civitavecchia e alcune classi della Scuola Media Galice guidate dalla prof.ssa Pistola. Ha presentato la manifestazione la prof. Simonetta Iannola.
Giovedì 15 maggio 2008 inaugurerò insieme ad Ilaria Pergolesi ed Enio La Rosa una mostra alla Rocca Medievale del Porto Storico di Civitavecchia.
Mi è stato riferito che alcuni hanno visitato la mostra ma si sono soffermati nel locale d'attesa a fianco la biglietteria del teatro. Molte opere sono esposte anche al primo piano, nella sala conferenze raggiungibile con una rampa di scale posta esattamente dietro la biglietteria. Salvo imprevisti ed impegni con Il Ponte, io sarò presente tutti i giorni negli orari di apertura. Comunque, per ogni informazione potete rivolgervi anche al personale del Teatro Traiano in biglietteria.
Vi aspetto dal 2 al 13 aprile a Civitavecchia (Roma) in corso Centocelle, 1. Nei locali adiacenti l'atrio biglietteria del Teatro Comunale Traiano esporrò i miei ultimi lavori. Tutti oli su tela o su legno di vari formati, raffiguranti paesaggi e onde. L'ingresso alla mostra sarà naturalmente gratuito e costituirà inoltre occasione per abbinare alla visita della mostra uno degli spettacoli in programma al teatro.
Introduzione di Armando Pucilli:
Trasferitosi sul mare, è proprio quest'ultimo a lanciargli una interminabile sfida con i suoi infiniti toni di azzurro. Mai uguale, neanche quando nella bonaccia estiva riflette le mille sfumature dell'alba. Quello sul mare è uno studio costante fatto di osservazione e ricerca di mescolanze di colori ad olio per riprodurre non tanto le tinte quanto le sensazioni che il mare gli trasmette. All'inizio sono le classiche marine ad affascinarlo, con battigie calme e barche di pescatori addormentate sulla riva e una nuova passione si accende: lo studio del mare agitato, dei venti che lo sconvolgono, delle schiume che si formano quando i frangenti colpiscono violentemente le scogliere, nel volo elegante di gabbiani.
Dreams Up Life SJ: Quindi il surf arrivò in Italia quando tu eri già un artista formato, con una lunga esperienza di mostre personali e con uno spiccato spirito di osservazione. La tua passione per il mare ti ha mai portato, prima di allora, a contemplare posti oggi affollati di surfisti?
Questa tela sprigiona tanta energia quanta ne libera l'onda ritratta.
...Da bambino mi piaceva scrutare l’orizzonte, i toni azzurri del cielo intervallati dalle masse soffici delle nuvole, il rincorrersi delle colline “arabescate” da vigneti e frutteti, lavorati dalla mano di una esperta ricamatrice più che da quella dell’uomo; studente ho avuto la fortuna di “incontrare” Cezanne, Monet, Renoir… E mi sono innamorato della pittura impressionista, condividendo l’interesse e il desiderio di cogliere l’attimo che passa, la folata di vento, le luci e le ombre, i riflessi mutevoli sull’acqua; mi piaceva dipingere “en plain air” con pennellate visibili e spesso trasversali, con colori brillanti spesso rinvigoriti dall’accostamento di complementari. Negli anni ’60 partecipavo alle mostre estemporanee che, a quei tempi, riempivano il calendario delle feste e delle sagre dei paesi intorno a Roma; partivo con il mio scooter rosso, con tele, cassetta dei colori e cavalletto da campagna un po’ a tracolla, un po’ legati alla moto, inseguito dallo sguardo preoccupato di mia madre che mi sovraccaricava con le sue “ben-note-scorte-alimentari”. Pittoricamente mi sono formato in quel periodo, dipingendo fianco a fianco con artisti di ogni età e tendenza, instaurando amicizie che sono durate negli anni e che, a distanza di tempo, ricordo con affetto e profonda gratitudine… Mi accorgo però di scivolare nel nostalgico, mio malgrado. Ma non posso non sottolineare che la mia pittura di oggi è il frutto di tutta quella gavetta e di tanti piccoli segreti sul colore, i diluenti, le mescolanze, che carpivo ogni volta osservando le opere di quei pittori che erano, per me, dei “grandi maestri”.
Poi ho scoperto il mare: quell’immensa distesa blu, ora indaco, ora cobalto, ora smeraldo, su cui si riflettono i colori del cielo; mai uguale nel trascorrere delle ore, dei giorni o dei mesi; ogni attimo è un momento magico irripetibile, soprattutto quando nei giorni che seguono una forte mareggiata, dopo una calma apparente, il mare riprende vigore, alzandosi in onde gigantesche, imponenti che, esibendo una chioma bianchissima, accecante, si rovesciano poi su se stesse in un fragore assordante, disperdendosi quindi in mille rivoli; una profonda emozione che non puoi trattenere mi pervade: devi esternarla, gridarla, condividerla; nasce a questo punto un desiderio incontenibile di dipingere le onde, in una sfida sempre nuova tra la bellezza assoluta dei suoi colori, il suo profumo intenso, le folate di vento che ti sfiorano e il tentativo di fissarli su una tela. Non saprei definire o quantificare la valenza artistica di una mia opera finita: gli osservatori la definiscono bella, stupenda, luminosa, meravigliosa, abbozzata, buona e in mille altri modi, ma a me non interessa un granchè perché quello che trovo di valore assoluto è il momento in cui su una tela riesco a dar vita a quelle emozioni trattenute.
Non riesco ad immaginare un Paradiso dove non ci sia il mare, ma forse chissà, una parte del Paradiso è proprio in quella sconfinata distesa blu, dove ho trascorso con i miei figli tutti i momenti migliori della mia vita di padre, trasmettendo loro l’amore e il rispetto per tutto quello che il mare ci offre, condividendo le emozioni più belle, approfondendo sempre di più la conoscenza della flora e della fauna marina.
Giancarlo Pucilli è nato nel 1943 a Tolfa, un paese adagiato sulle verdi colline della campagna romana vicino al mare; questo ambiente agreste e marino ha creato in lui un profondo amore per la natura che ritroviamo nelle delicate e suggestive atmosfere delle sue opere.